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Approfondimenti

Il preposto dopo la riforma: chi è, cosa deve fare e perché l'aggiornamento ora è biennale

9 febbraio 2026 · 8 minuti di lettura

Il preposto è chi sovrintende al lavoro altrui e ne controlla l'esecuzione sicura. Dopo la L. 215/2021 il datore di lavoro deve individuarlo per iscritto, il preposto deve intervenire e, se serve, interrompere l'attività, e la sua formazione va aggiornata almeno ogni due anni con 6 ore in presenza o in videoconferenza sincrona, mai in e-learning.

Chi è il preposto dopo la riforma del 2021

L'art. 2, comma 1, lettera e) del D.Lgs. 81/2008 definisce preposto la persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati all'incarico, sovrintende all'attività lavorativa, garantisce l'attuazione delle direttive ricevute, ne controlla la corretta esecuzione ed esercita un funzionale potere di iniziativa. Nella pratica sono preposti capisquadra, capiturno, capicantiere, capireparto, responsabili di punto vendita e, in generale, chi coordina il lavoro di altri.

Il D.L. 146/2021, convertito dalla L. 215/2021, ha cambiato il peso di questa figura. Ha inserito nell'art. 18 la lettera b-bis), che obbliga il datore di lavoro a individuare il preposto o i preposti per le attività di vigilanza dell'art. 19, ha previsto che i contratti collettivi possano fissare un emolumento per questo ruolo e ha stabilito che il preposto non può subire alcun pregiudizio per lo svolgimento della propria attività.

L'individuazione formale non sostituisce il principio di effettività dell'art. 299: chi esercita in concreto poteri di sovrintendenza è preposto anche senza nomina. Il caso del capoturno o del magazziniere anziano che coordina i colleghi senza alcun incarico scritto è trattato nell'approfondimento sul preposto di fatto: qui ci concentriamo su obblighi, formazione e scadenze del preposto individuato.

Gli obblighi dell'art. 19: correggere, fermare, segnalare

La riforma ha riscritto la lettera a) dell'art. 19. Il preposto deve sovrintendere e vigilare sull'osservanza degli obblighi di legge e delle disposizioni aziendali e, quando rileva comportamenti non conformi, deve intervenire per modificarli fornendo le necessarie indicazioni di sicurezza. Se le disposizioni non vengono attuate o l'inosservanza persiste, deve interrompere l'attività del lavoratore e informare i superiori diretti.

La nuova lettera f-bis) riguarda invece le carenze materiali. Se il preposto rileva deficienze dei mezzi, delle attrezzature di lavoro e di ogni condizione di pericolo, deve interrompere temporaneamente l'attività, se necessario, e segnalare tempestivamente al datore di lavoro e al dirigente le non conformità rilevate. Il preposto non è quindi un semplice tramite di comunicazione: ha il potere e il dovere di fermare il lavoro.

Restano gli altri obblighi dell'art. 19, tra cui verificare che accedano alle zone a rischio grave e specifico solo i lavoratori adeguatamente istruiti, richiedere l'osservanza delle misure di emergenza e frequentare i corsi di formazione previsti. Negli appalti e subappalti, l'art. 26, comma 8-bis, impone ai datori di lavoro appaltatori e subappaltatori di indicare espressamente al committente il personale che svolge la funzione di preposto.

La formazione del preposto secondo l'Accordo 2025

Il preposto riceve prima la formazione da lavoratore (generale e specifica) e poi una formazione particolare e aggiuntiva ai sensi dell'art. 37, comma 7. L'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 119 del 24 maggio 2025, ha portato il corso da 8 a 12 ore minime, organizzate in moduli giuridico-normativo, organizzativo, tecnico e comunicativo, con verifica finale obbligatoria.

Sulle modalità la regola è netta. L'art. 37, comma 7-ter, richiede che la formazione e l'aggiornamento dei preposti si svolgano interamente in presenza; le FAQ del Ministero del Lavoro del 27 marzo 2026 chiariscono che è ammessa la videoconferenza sincrona, equiparata alla presenza, mentre l'e-learning è espressamente escluso sia per il corso sia per l'aggiornamento. Un attestato da preposto ottenuto con una piattaforma asincrona, quindi, non copre l'obbligo.

Il quadro complessivo delle novità dell'Accordo, dal corso obbligatorio per il datore di lavoro alla nuova disciplina dell'e-learning, è riassunto nell'articolo su cosa cambia con l'Accordo Stato-Regioni 2025 e in quello su cosa si può fare online e cosa no.

Aggiornamento biennale: 6 ore e come si calcola la scadenza

L'art. 37, comma 7-ter, stabilisce che la formazione dei preposti va ripetuta con cadenza almeno biennale e comunque ogni volta che l'evoluzione dei rischi o l'insorgenza di nuovi rischi lo rende necessario. L'Accordo 2025 ha fissato la durata minima dell'aggiornamento in 6 ore, con contenuti che non devono ripetere il corso base ma riguardare i cambiamenti normativi, organizzativi e tecnici e gli aspetti pratici della vigilanza.

Il termine si calcola dalla data dell'ultimo corso o aggiornamento riportata sull'attestato. Per chi era già formato quando l'Accordo è entrato in vigore, le FAQ ministeriali distinguono due casi: se la formazione risaliva a più di due anni prima, l'aggiornamento andava fatto entro 12 mesi dall'entrata in vigore, cioè entro maggio 2026; se risaliva a meno di due anni, il biennio si calcola a partire dall'entrata in vigore dell'Accordo, con scadenza quindi a maggio 2027.

Le stesse FAQ fanno salvi i percorsi svolti secondo l'Accordo del 2011: il preposto formato con il vecchio corso da 8 ore non deve ripetere il corso base, ma deve rispettare la nuova cadenza di aggiornamento. Ad ottobre 2026 il primo termine transitorio è già scaduto, per cui chi non ha ancora aggiornato un preposto formato prima del 2023 è oggi inadempiente.

Tre esempi di calcolo delle scadenze

Esempio 1: un caporeparto ha frequentato il corso preposti da 8 ore a marzo 2021 e non ha più fatto aggiornamenti. All'entrata in vigore dell'Accordo erano passati più di due anni, quindi l'aggiornamento di 6 ore andava completato entro maggio 2026. Se non è stato fatto, va programmato subito: il ritardo non si sana da solo e in caso di ispezione l'obbligo risulta violato.

Esempio 2: una capoturno ha completato il corso a settembre 2024. Rientra nel secondo caso delle FAQ, perché la formazione aveva meno di due anni a maggio 2025: il biennio decorre dall'entrata in vigore dell'Accordo e l'aggiornamento va fatto entro maggio 2027. Programmarlo nella primavera 2027 lascia il margine per gestire turni e sostituzioni.

Esempio 3: un nuovo caposquadra ha frequentato il corso da 12 ore il 10 febbraio 2026. In questo caso non c'è alcun regime transitorio: il primo aggiornamento scade il 10 febbraio 2028, il secondo due anni dopo l'aggiornamento effettivamente svolto. Se nel frattempo l'azienda introduce un nuovo macchinario o un nuovo processo, la formazione va integrata subito, senza attendere la scadenza biennale.

Sanzioni per datore di lavoro e preposto

Dopo la rivalutazione del 15,9% applicata nel 2023, la mancata individuazione del preposto (art. 18, comma 1, lettera b-bis) è punita, per datore di lavoro e dirigente, con l'arresto da due a quattro mesi o l'ammenda da 1.738,58 a 6.954,00 euro. La mancata formazione o il mancato aggiornamento del preposto (art. 37, commi 7 e 7-ter) comportano l'arresto da due a quattro mesi o l'ammenda da 1.708,61 a 7.403,96 euro, secondo l'art. 55, comma 5.

Anche il preposto risponde in proprio. L'art. 56 punisce la violazione dell'art. 19, comma 1, lettere a), c), e), f) e f-bis), con l'arresto fino a due mesi o l'ammenda da 569,54 a 1.708,61 euro: un preposto che vede un lavoratore senza imbracatura in quota e non interviene commette quindi un reato contravvenzionale autonomo.

Esempio di calcolo: per un preposto non aggiornato l'ispettore impartisce una prescrizione ai sensi del D.Lgs. 758/1994; se l'azienda adempie nei termini, l'estinzione del reato avviene pagando un quarto del massimo dell'ammenda, cioè circa 1.851 euro per ciascun preposto. Il meccanismo è spiegato nell'articolo sulle sanzioni per formazione mancante; in caso di infortunio, invece, il tema diventa la responsabilità penale per lesioni o omicidio colposo.

Checklist operativa per mettere in regola i preposti

1) Mappa chi coordina davvero altri lavoratori, reparto per reparto e turno per turno, senza fermarti ai livelli di inquadramento. 2) Individua per iscritto ciascun preposto, indicando squadre, aree e turni sorvegliati, e consegna la descrizione dei compiti dell'art. 19. 3) Verifica che ognuno abbia la formazione da lavoratore completa prima del corso da preposto.

4) Raccogli gli attestati e annota per ciascuno la data dell'ultimo corso o aggiornamento, applicando le regole transitorie descritte sopra. 5) Controlla la modalità: un attestato da preposto rilasciato in e-learning non è valido. 6) Programma l'aggiornamento di 6 ore con almeno due o tre mesi di anticipo sulla scadenza, così da organizzare le sostituzioni.

7) Negli appalti, comunica al committente i nominativi dei preposti come richiede l'art. 26, comma 8-bis. 8) Registra le scadenze in uno strumento condiviso, ad esempio lo scadenzario della formazione, e rivedi l'elenco ogni volta che cambiano organigramma o turni. Per l'erogazione puoi usare il nostro corso per preposti e l'aggiornamento preposti, in aula o in videoconferenza sincrona.

Domande frequenti

Almeno ogni due anni, come prevede l'art. 37, comma 7-ter, del D.Lgs. 81/2008, e comunque ogni volta che l'evoluzione dei rischi lo rende necessario. L'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 fissa la durata minima dell'aggiornamento in 6 ore. Il termine si calcola dalla data dell'ultimo corso o aggiornamento indicata sull'attestato, con le regole transitorie chiarite dalle FAQ del Ministero del Lavoro.

No. Le FAQ del Ministero del Lavoro del 27 marzo 2026 escludono espressamente l'e-learning sia per il corso base sia per l'aggiornamento dei preposti. Sono ammesse solo l'aula e la videoconferenza sincrona, che è equiparata alla presenza perché docente e partecipanti interagiscono in tempo reale e la presenza viene tracciata. Un attestato ottenuto su piattaforma asincrona non soddisfa l'obbligo.

No. Le FAQ ministeriali fanno salvi i percorsi formativi svolti in vigenza dell'Accordo del 2011, quindi il corso da 8 ore già completato resta valido. Il preposto deve però rispettare la nuova cadenza biennale: se la formazione aveva più di due anni all'entrata in vigore dell'Accordo, l'aggiornamento andava svolto entro 12 mesi, cioè entro maggio 2026.

Sì. L'art. 56 del D.Lgs. 81/2008 punisce il preposto che viola gli obblighi di vigilanza e intervento dell'art. 19, tra cui le lettere a) e f-bis), con l'arresto fino a due mesi o l'ammenda da 569,54 a 1.708,61 euro, importi rivalutati nel 2023. In caso di infortunio può inoltre rispondere penalmente insieme al datore di lavoro e al dirigente.

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