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Normativa

DM 2 settembre 2021: come cambia la formazione antincendio con i livelli 1, 2 e 3

29 settembre 2025 · 9 minuti di lettura

Il DM 2 settembre 2021, in vigore dal 4 ottobre 2022, ha sostituito il DM 10 marzo 1998 per la gestione dell'emergenza e la formazione antincendio. Gli addetti si formano per livello di attività: 4 ore per il livello 1, 8 per il livello 2, 16 per il livello 3, con aggiornamento obbligatorio almeno ogni cinque anni da 2, 5 o 8 ore.

Cosa disciplina il DM 2 settembre 2021

Il DM 2 settembre 2021 del Ministero dell'Interno, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 237 del 4 ottobre 2021 ed entrato in vigore un anno dopo, il 4 ottobre 2022, fissa i criteri per la gestione della sicurezza antincendio in esercizio e in emergenza nei luoghi di lavoro. È uno dei tre decreti attuativi dell'art. 46 del D.Lgs. 81/2008 che hanno preso il posto del DM 10 marzo 1998, insieme al DM 1 settembre 2021 sui controlli e la manutenzione degli impianti e al DM 3 settembre 2021 sulla progettazione e valutazione del rischio incendio.

Il decreto regola quattro temi: le misure di gestione della sicurezza antincendio e il piano di emergenza (art. 2), l'informazione dei lavoratori (art. 3), la designazione e la formazione degli addetti (artt. 4 e 5) e i requisiti dei docenti (art. 6). Nei cantieri temporanei o mobili e negli stabilimenti a rischio di incidente rilevante si applicano soltanto gli articoli 4, 5 e 6.

Per il datore di lavoro le conseguenze pratiche sono due: classificare correttamente la propria attività in uno dei tre livelli, da cui dipende la durata del corso, e tenere sotto controllo la scadenza quinquennale degli aggiornamenti. Il quadro degli altri adempimenti di settore, dal cantiere all'HACCP, è raccolto nella guida agli adempimenti di cantiere, antincendio e alimentare.

Piano di emergenza ed esercitazioni annuali

L'art. 2 rende obbligatorio il piano di emergenza in tre casi: luoghi di lavoro con almeno dieci lavoratori, luoghi aperti al pubblico con presenza contemporanea di più di cinquanta persone, indipendentemente dal numero di dipendenti, e attività soggette ai controlli di prevenzione incendi elencate nell'allegato I del DPR 151/2011. Fuori da questi casi il piano non è obbligatorio, ma il datore di lavoro deve comunque indicare nel documento di valutazione dei rischi le misure organizzative da adottare in caso di incendio.

Dove il piano è obbligatorio, l'allegato II prevede che i lavoratori partecipino a esercitazioni antincendio almeno una volta l'anno. Esercitazioni aggiuntive servono quando emergono carenze serie, dopo un incremento significativo del personale o dopo modifiche rilevanti al sistema di vie di esodo. La redazione del piano rientra nel servizio di piani di emergenza ed evacuazione.

Livello 3: le attività ad alta complessità

L'allegato III elenca le attività di livello 3. Tra queste rientrano gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante (D.Lgs. 105/2015), le fabbriche e i depositi di esplosivi, le centrali termoelettriche, gli impianti di estrazione di oli minerali e gas, gli impianti e laboratori nucleari, i depositi al chiuso di materiali combustibili oltre 20.000 metri quadrati e le attività commerciali ed espositive con superficie aperta al pubblico oltre 10.000 metri quadrati.

Sono di livello 3 anche aerostazioni, stazioni ferroviarie e marittime con superficie coperta accessibile al pubblico oltre 5.000 metri quadrati, le metropolitane in tutto o in parte sotterranee, gli interporti oltre 20.000 metri quadrati, gli alberghi con oltre 200 posti letto, le strutture sanitarie con ricovero ospedaliero o residenziale e le case di riposo, le scuole e gli uffici con oltre 1.000 persone presenti, i cantieri in sotterraneo per gallerie, caverne e pozzi oltre 50 metri, i cantieri che impiegano esplosivi e gli impianti di stoccaggio e trattamento di rifiuti, esclusi gli inerti.

Le soglie vanno lette con attenzione, perché sono più alte di quelle che molti ricordano dal vecchio decreto. Esempio: un albergo da 150 posti letto non è di livello 3, mentre lo è un albergo da 250; una scuola con 800 persone presenti non è di livello 3, ma può comunque richiedere l'idoneità tecnica degli addetti, come spiegato più avanti.

Livelli 2 e 1: come si classifica la maggior parte delle aziende

Il livello 2 comprende le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi dell'allegato I del DPR 151/2011, escluse quelle già di livello 3, e i cantieri temporanei o mobili dove si detengono e impiegano sostanze infiammabili e si fa uso di fiamme libere, esclusi quelli interamente all'aperto. Vi ricadono, ad esempio, molte attività produttive, autorimesse, depositi e locali di pubblico spettacolo soggetti a controllo.

Il livello 1 è la categoria residuale: comprende le attività che non rientrano nei due livelli superiori e nelle quali, in generale, la probabilità di innesco e di propagazione di un incendio è bassa. Molti uffici, studi professionali e piccoli negozi non soggetti al DPR 151/2011 si collocano qui.

La classificazione non si sceglie in base al corso più breve: deve discendere dalla valutazione del rischio incendio contenuta nel DVR e, per le attività soggette, dalla pratica di prevenzione incendi. Esempio: un'azienda di 30 dipendenti con un magazzino che rientra tra le attività del DPR 151/2011 è di livello 2 anche se gli uffici, presi da soli, sarebbero di livello 1, perché il livello segue l'attività svolta nel luogo di lavoro. Per l'impostazione della valutazione vedi la guida al DVR.

Durata dei corsi e degli aggiornamenti per livello

1) Livello 1: corso di 4 ore, 2 di teoria e 2 di esercitazioni pratiche; aggiornamento di 2 ore di sola pratica. 2) Livello 2: corso di 8 ore, 5 di teoria e 3 di pratica; aggiornamento di 5 ore, 2 di teoria e 3 di pratica. 3) Livello 3: corso di 16 ore, 12 di teoria e 4 di pratica; aggiornamento di 8 ore, 5 di teoria e 3 di pratica. Le durate e la ripartizione sono quelle dell'allegato III, riportate anche nelle istruzioni per le aziende dei Vigili del Fuoco.

La parte pratica comprende l'uso degli estintori portatili e, per i livelli superiori, di naspi e idranti, oltre alla presa visione dei presidi e delle procedure di esodo. Secondo l'allegato III la parte teorica può essere svolta anche in formazione a distanza, ma solo di tipo sincrono, con controlli sull'identità e sulla presenza continua dei partecipanti; le esercitazioni pratiche restano in presenza.

L'art. 6 fissa i requisiti dei docenti: almeno il diploma di scuola secondaria di secondo grado più una delle qualificazioni previste, come esperienza documentata di docenza antincendio o un percorso formativo specifico. Anche i docenti devono aggiornarsi ogni cinque anni. I nostri corsi di livello 1, livello 2 e livello 3 seguono questi programmi.

Aggiornamento quinquennale: regola e calcolo delle scadenze

L'art. 5, comma 5, stabilisce che gli addetti al servizio antincendio frequentano specifici corsi di aggiornamento con cadenza almeno quinquennale. Il DM 10 marzo 1998 non fissava una periodicità: oggi la scadenza è scritta nella norma e si calcola dalla data dell'ultima attività formativa, corso base o aggiornamento.

Per gli addetti già formati all'entrata in vigore, l'art. 7 ha previsto che il primo aggiornamento avvenisse entro cinque anni dall'ultima formazione. Secondo le istruzioni dei Vigili del Fuoco, chi al 4 ottobre 2022 aveva già superato i cinque anni doveva aggiornarsi entro il 4 ottobre 2023: quel termine è scaduto da tempo, per cui oggi un addetto con l'ultimo attestato più vecchio di cinque anni non è in regola.

Esempio 1: addetta di livello 2 formata il 15 marzo 2022 con il vecchio corso a rischio medio; l'aggiornamento di 5 ore va fatto entro il 15 marzo 2027. Esempio 2: addetto di livello 1 aggiornato il 20 giugno 2024; il prossimo aggiornamento scade il 20 giugno 2029. Esempio 3: addetto formato nel 2016 e mai aggiornato; è fuori termine e va aggiornato subito, e fino ad allora l'azienda dovrebbe contare su altri addetti in regola per coprire il turno.

Idoneità tecnica e numero di addetti

Per le attività elencate nell'allegato IV gli addetti devono conseguire anche l'attestato di idoneità tecnica, rilasciato dal Comando dei Vigili del Fuoco dopo un esame con prova scritta, orale e pratica. L'elenco dell'allegato IV ha soglie più basse del livello 3: vi rientrano ad esempio gli alberghi oltre 100 posti letto e le scuole con oltre 300 persone presenti. Il datore di lavoro può richiedere l'esame anche su base volontaria.

Il decreto non fissa un numero minimo di addetti per azienda: il numero deriva dalla valutazione dei rischi e deve garantire la presenza di addetti formati in ogni turno e in ogni sede, tenendo conto di ferie, malattie e lavoro su più turni. L'errore tipico rilevato in ispezione è avere addetti formati solo sul turno di giorno o una sola persona designata per un intero stabilimento.

Gli aggiornamenti antincendio si pianificano insieme a quelli degli altri addetti all'emergenza, ad esempio il primo soccorso, che ha cadenza triennale. La scheda dell'aggiornamento di livello 2, il caso più frequente, riporta durata e contenuti, mentre l'area antincendio raccoglie tutti i corsi base e di aggiornamento per i tre livelli.

Domande frequenti

Almeno ogni cinque anni, come stabilisce l'art. 5, comma 5, del DM 2 settembre 2021. Il termine si calcola dalla data dell'ultimo corso o aggiornamento. L'aggiornamento dura 2 ore per il livello 1, 5 ore per il livello 2 e 8 ore per il livello 3, sempre con una parte di esercitazioni pratiche in presenza.

Solo in parte. Secondo l'allegato III del decreto la teoria può essere svolta in formazione a distanza di tipo sincrono, cioè in videoconferenza con docente collegato in tempo reale e controllo della presenza. L'e-learning registrato non è previsto e le esercitazioni pratiche con estintori e, dove richiesto, naspi e idranti devono sempre svolgersi in presenza.

Sì, la formazione svolta secondo il vecchio decreto resta valida, ma dal 4 ottobre 2022 vale l'obbligo di aggiornamento quinquennale. Chi al 4 ottobre 2022 aveva già superato i cinque anni dall'ultimo corso doveva aggiornarsi entro il 4 ottobre 2023. Gli aggiornamenti si svolgono secondo i programmi del nuovo decreto, in base al livello dell'attività.

Quando l'attività rientra nell'elenco dell'allegato IV del DM 2 settembre 2021, che comprende tra l'altro alberghi con oltre 100 posti letto e scuole con oltre 300 persone presenti. Dopo il corso, l'addetto sostiene presso il Comando dei Vigili del Fuoco un esame con prova scritta, orale e pratica. Negli altri casi l'esame è facoltativo.

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